Cuore Gratitudine

Abbiamo già visto nel precedente articolo come le neuroscienze abbiano approfondito i meccanismi attraverso cui la gratitudine migliora il benessere e favorisce la felicità.

Vediamo ora nello specifico gli studi che sono stati effettuati per provare queste teorie.

1. Aumento della felicità e incremento delle emozioni positive

Un interessante studio del Dr. Emmons e del Dr. McCullough dell’Università di Miami ha coinvolto 3 gruppi di persone per un periodo di 10 settimane:

  1. Al primo gruppo fu chiesto di scrivere ogni settimana, per 10 settimane, 5 cose di cui erano stati grati nel corso dei 7 giorni precedenti.
  2. Al secondo gruppo fu chiesto di scrivere 5 problemi che avevano dovuto affrontare, eventi che li avevano contrariati o irritati
  3. Al terzo gruppo, infine, fu chiesto di scrivere 5 eventi che avevano vissuto

Al termine dell’esperimento, utilizzando un test standardizzato per rilevare l’umore dei partecipanti, gli studiosi giunsero ai seguenti risultati: tutti gli appartenenti al primo gruppo (il gruppo della “gratitudine”) risultavano essere mediamente il 25% più felici degli altri partecipanti  e riportarono anche un minor numero di visite mediche rispetto al gruppo che si era concentrato su ciò che li aveva contrariati.

2. Miglioramento delle relazioni

In uno studio longitudinale condotto su coppie sposate, i ricercatori hanno testato gli effetti della gratitudine in tre diversi momenti nell’arco dei 4 anni successivi al matrimonio.

Dai risultati, è emerso che la gratitudine contribuisce ad un processo di reciproco mantenimento del rapporto: i comportamenti di ciascun partner orientati al mantenimento del rapporto e alla gratitudine si alimentano reciprocamente, influenzando a loro volta i comportamenti, percezioni e sentimenti dell’altro partner.

In un altro studio sulle coppie, è emerso che le persone che avevano espresso gratitudine per il loro partner non solo si sentivano più positive verso l’altra persona, ma si sentivano anche più a proprio agio nell’esprimere preoccupazioni circa il proprio rapporto.

3. Modificazione del cervello dovuta alla gratitudine

Un team di ricercatori dell’Indiana University ha reclutato 43 soggetti affetti da ansia o depressione. Alla metà di loro è stato assegnato un semplice esercizio di gratitudine – scrivere lettere di ringraziamento alle persone importanti nella loro vita. Tre mesi dopo, sono state rilevate le scansioni cerebrali di tutti i 43 partecipanti.

I partecipanti che avevano svolto il compito di gratitudine, non solo riferivano di sentirsi più grati rispetto al gruppo di controllo a distanza di due settimane dopo l’esperimento, ma anche, a distanza di mesi, mostravano una maggiore attività cerebrale connessa alla gratitudine, secondo i risultati delle scansioni cerebrali.

4. Aumento dell’autostima

Diversi studi hanno rilevato una correlazione positiva tra gratitudine e autostima anche se ancora non è chiara la direzione di tale correlazione.

Un’ipotesi è che quando una persona sperimenta gratitudine sta implicitamente riconoscendo il fatto che gli altri la percepiscano come degna di ricevere il loro favore e questo potrebbe aumentare l’autostima. E’ anche possibile la relazione inversa, ovvero che una buona autostima favorisca la possibilità di sentire gratitudine e rispondere positivamente alla benevolenza degli altri.

Anche se sono necessarie più ricerche per indagare tale relazione, è chiaro che le persone grate tendono ad avere una più alta autostima.

5. Miglioramento della salute fisica

Gli studi clinici dimostrano che la pratica della gratitudine può avere effetti benefici anche sullo stato di salute, in particolare abbassa la pressione sanguigna, migliora la salute del cuore e rinforza il sistema immunitario

6. Miglioramento del sonno

Secondo i risultati di alcuni studi, i sentimenti di gratitudine migliorerebbero anche la qualità e durata del sonno e la facilità nel prendere sonno. La gratitudine coltivata durante il giorno infatti favorisce anche la presenza di pensieri positivi nella fase di pre-sonno e riduce l’incidenza di quelli negativi al momento di coricarsi.

È dunque dimostrato che la gratitudine favorisce il benessere, tuttavia non sempre questo sentimento sorge spontaneo.

Spesso poi l’essere umano tende ad conservare nella propria mente gli aspetti negativi di un’esperienza, tralasciando quelli positivi.

Nel prossimo articolo vedremo perciò come praticarla

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